Si dice di un materiale che possiede la lucentezza del diamante.

L’agata, varietà di quarzo, è un calcedonio traslucido di colore beige, marrone o nero. Il nome deriva da un fiume della Sicilia, il Drillo, che i greci chiamavano Achates e da cui traevano questo minerale. I disegni multicolori e le particolari inclusioni rendono l’agata molto pregiata, tanto che viene usata in gioielleria da settemila anni: nell’attuale Anatolia si sono trovate sfere di agata che risalgono all’era neolitica.
La varietà di motivi che si riscontrano nell’agata permette di distinguerne diversi tipi chiamati con vari nomi: agata fiorita, agata muschiata, agata paesaggio, agata fiamma, ecc. È considerata da sempre una pietra protettrice, un talismano. Fin dall’epoca dei greci viene usata soprattutto per creare cammei e oggetti lavorati a intaglio. Ma i gioiellieri, fra cui Cartier, usano l’agata anche per realizzare coppe, flaconi e oggetti di vario genere.
Hardness: 6.5 to 7. Birthstone of Virgo. Brazil, Uruguay, United States, India, Madagascar, Mexico.
Questa rarissima pietra semipreziosa, il cui valore supera talvolta quello del diamante, cambia colore a seconda della luce: appare verde smeraldo alla luce naturale e rosso bordeaux alla luce artificiale. Scoperta in Russia sulle pendici dei monti Urali nel 1831, nel giorno del compleanno di Alessandro II di Russia, fu chiamata col nome dello zar. È diventata la gemma nazionale russa a causa dei suoi colori (rosso e verde) che sono quelli della Santa Russia. Durezza: 8,5. Brasile, Zimbabwe, Sri Lanka.
Questa pietra semipreziosa è un granato di colore rosso cupo con sfumature viola. Il suo nome deriva dalla città di Alabanda, situata nei pressi di Efeso, in Asia Minore, dove nei tempi antichi si estraeva e si tagliava questo tipo di granato. Usato in Persia sin dall’epoca dei Sassanidi (III secolo d.C.). Si sono trovati gioielli di almandino, tagliati con grande abilità, anche nelle tombe di re e principi franchi come per esempio Childerico I (V sec.). Questo tipo di granato fu molto in voga nel XVII secolo incastonato in oggetti ornamentali (i musei francesi conservano diverse saliere di almandino dette "Luigi XIV”) e anche durante il Secondo Impero, periodo in cui lo si preferiva sfaccettato o a cabochon. Silicato d’alluminio e di ferro. Durezza: 7,5. Sri Lanka, India, Zambia, Vietnam, Brasile, Madagascar.
Varietà di feldspato di colore verde-blu, simile alla turchese o alla giada. Il suo nome deriva dal fatto che le donne di una tribù amazzonica offrivano questa gemma ai loro uomini. L’amazzonite si trova anche nel deserto arabico, dove anticamente gli Egizi la cercavano per ricavarne degli amuleti o delle perle. In Occidente, l'uso dell'amazzonite nella gioielleria è corrente sin dal Rinascimento. Durezza 6-6,5. Brasile, Stati Uniti, India, Madagascar, Russia.

Secondo la mitologia greca Fetonte, figlio di Elio, dio del Sole, un giorno strappò a suo padre il permesso di guidare il carro paterno, ma non riuscì a controllarne la corsa: si avvicinò troppo alla Terra e provocò una terribile siccità.
Zeus allora lanciò sul carro un fulmine che fece precipitare Fetonte in un fiume, l’Eridano, dove il giovane annegò.
Poiché le Eliadi, sue sorelle, piangevano inconsolabili, gli dei le trasformarono in alberi affinché potessero piangere in eterno il fratello defunto.
Le loro lacrime divennero gocce di resina che, indurendosi, si trasformarono in ambra.
L’ambra, resina fossile di colore giallo dorato, a volte con sfumature arancioni, affascinava già gli uomini dell’era neolitica, che la trovavano – come succede ancor oggi – sulle spiagge del Mar Baltico.
Si sono scoperte tracce di un uso ornamentale dell’ambra risalenti a epoche remotissime.
Ma da dove proviene l’ambra? Si credeva che nascesse dal mare, eppure talvolta conteneva piccoli insetti.
Solo nel 1811 le ricerche condotte da uno studioso prussiano chiarirono che si trattava di resina fossile proveniente dalle foreste di conifere (Pinus succinifer), che trenta milioni e più di anni fa ricoprivano l’Europa settentrionale.
L’ambra è amata da sempre per la sua bellezza, ma anche per il suo mistero.
Le inclusioni di insetti non hanno mai smesso di affascinare.
Il papa Urbano VIII (1568-1644) possedeva un pezzo d’ambra che conteneva tre api; il filosofo Emmanuel Kant non si separava mai dal suo insetto imprigionato; infine, il regista Steven Spielberg ci ha fatto sognare con la piccola zanzara catturata dall’ambra in Jurassic Park. Poiché proteggeva vegetali e animali, si pensava che l’ambra dovesse preservare anche gli uomini.
Perciò le sono state attribuite per molto tempo qualità protettrici e curative: la si riduceva in polvere o la si bruciava per il suo profumo. Con l’ambra si realizzavano gioielli e rosari.
Era fatto di ambra anche lo straordinario gabinetto, interamente rivestito di un mosaico di questo materiale, che il re di Prussia offrì in dono allo zar Pietro il Grande nel 1716.
Rubato dai tedeschi dal palazzo imperiale di Carskoe Selo, in cui si trovava durante la seconda guerra mondiale, sembra poi essere scomparso nel nulla.
Durezza: 2,5-3. Mar Baltico, Santo Domingo.
Questo quarzo, il cui colore varia dal lilla al viola scuro, è associato a una leggenda. Diana trasformò in freddo quarzo la giovane ninfa Ametista (il cui nome significa letteralmente “che preserva dall’ebbrezza”) per proteggerla dalle mire di un Bacco intraprendente e completamente ebbro. Smaltita l’ubriacatura e furioso, il dio del vino gettò la sua coppa sul quarzo, che assunse così il colore viola. Da questa leggenda è nata la credenza che l’ametista preservi dall’ebbrezza. L’ametista orna tradizionalmente l’anello vescovile. Era particolarmente in voga all’epoca della regina Alessandra d’Inghilterra, consorte di Edoardo VII, che aveva fra i suoi colori favoriti il lilla. Biossido di silicio. Durezza: 7,5-8. Gemma dei nati sotto il segno dei Pesci. Il suo mese è febbraio, il suo pianeta è Giove. Simbolo della fortuna. Brasile, Madagascar, Stati Uniti, Namibia.

Il nome di questa pietra, un silicato di alluminio e di berillio, come nel caso dello smeraldo, è dovuto al suo colore che sfuma dal verde-azzurro all’azzurro cielo.
Nell’India e nell’antico Egitto si usava l’acquamarina per farne degli amuleti. I greci raccontavano che queste gemme acquatiche erano state sottratte dagli ippocampi al tesoro delle ninfe e, in seguito, depositati sulle rive abitate dagli uomini.
L’acquamarina è considerata da sempre la protettrice di chi va per mare.
Cartier l’ha resa una delle sue preferite negli anni Trenta. Una delle sue clienti, Elsie de Wolfe, arrivò a tingersi i capelli di blu per intonarli al diadema di diamanti e acquemarine che Cartier creò per lei nel 1935.Durezza: 7,5.
È la gemma dei nati nel mese di marzo. Il suo pianeta è Saturno. Simboleggia la protezione in mare e la fedeltà. Brasile, Madagascar, Afghanistan, Pakistan.
Fenomeno ottico causato dal riflesso della luce sulle inclusioni, caratterizzato da linee che formano una stella.
Questo fenomeno si manifesta in certe pietre tagliate a cabochon, come lo zaffiro e il rubino, che in tal caso vengono detti “stellati”.

Negli anni Venti, Cartier propose con successo orologi da polso in miniatura che misuravano meno di un centimetro di larghezza ed erano ornati da pietre preziose.
Questi orologi erano chiamati baguette perché ricordavano un particolare taglio delle gemme che Louis Cartier aveva reso famoso agli inizi del secolo: il “taglio baguette”, rettangolo allungato con la parte superiore piatta.
È molto apprezzato anche per la difficoltà d’esecuzione tecnica.
I berilli (dal greco bêrullos) sono una famiglia di pietre che hanno in comune caratteristiche cristalline e chimiche.
Di questa famiglia fanno parte lo smeraldo e l’acquamarina.
Esistono anche berilli rosa “fiore di pesco” chiamati morganiti, berilli color giallo dorato detti eliodori, berilli di colore verde chiaro e infine berilli rossi, estremamente rari.
I berilli sono stati utilizzati per realizzare le prime lenti ottiche.
La famosa lente d'ingrandimento di smeraldo di Nerone era probabilmente un berillo color verde chiaro.
Le proprietà ottiche del berillo sono all’origine delle parole bésicles (francese colloquiale) e Brille (tedesco) che significano occhiali.Alluminosilicato di berillio. Durezza: 7,5. Brasile, Russia, Afghanistan, Pakistan, Zambia, Zimbabwe, Tanzania, Madagascar.
Si chiama brillante un diamante rotondo tagliato a 58 faccette: 32 faccette sulla parte superiore (corona), 24 sulla parte inferiore (padiglione), più la tavola (la grande faccetta superiore) e l’apice (la faccetta sulla punta inferiore).
Per i diamanti il “taglio brillante” è il più diffuso, perché conferisce alla pietra il massimo in splendore e brillantezza.
Questo taglio è stato perfezionato attorno al 1920, dopo lunghi studi specifici di fisica e di ottica.
Pietra a forma di goccia, tagliata a faccette triangolari su tutta la superficie.
Questo taglio, inventato in India, è ancora usato frequentemente per i diamanti bianchi, le pietre colorate e i diamanti “colorati”.
Tipo di taglio cabochon praticato sulla parte superiore e su faccette della culasse.
Possiede la morbidezza tipica del cabochon e lo splendore della pietra sfaccettata.

Un cabochon è una gemma levigata, la cui forma arrotondata ricordala sommità di un cranio.
Il nome deriva dal francese antico caboche, che discende a sua volta dal latino caput (capo).
La levigatura delle pietre preziose viene sempre eseguita a mano e con la mola.
La forma e la levigatezza del cabochon permettono di ottenere stupefacenti giochi di luce e di riflessi, soprattutto con gemme dai colori intensi e profondi.
Dalla fine dell’Ottocento in poi, Cartier ha fatto del cabochon un elemento di riconoscimento e uno dei simboli dei suoi orologi e strumenti di scrittura: gemme rotonde e levigate ornano le corone di carica degli orologi e le sommità di stilografiche, portamine e, oggi, anche penne a sfera.
I cabochon possono essere di zaffiro, rubino, smeraldo, corallo o onice e possono ornare anche intere parure.

Si parla di “rubini calibrati”, “diamanti calibrati”, ecc. per indicare un certo numero di gemme identiche, della stessa forma – di solito quadrata – e tagliate a gradini, destinate a essere incastonate in fila a stretto contatto l’una con l’altra.

Scultura in rilievo eseguita su una pietra fine. Si usano di preferenza pietre stratificate come il calcedonio, l’agata, l'ametista o l’onice, per evidenzarne i vari piani di colore.
L’arte del cammeo ha conosciuto due epoche di grande fulgore: l’antichità greco-romana e il Rinascimento.
Antica unità di peso standardizzata all’inizio del XX secolo, è l’unità di misura della massa delle pietre preziose, equivalente a 0,2 grammi. Si esprime con due cifre decimali.
Il carato (ct o kt) è anche la misura della purezza dell'oro. Un carato rappresenta 1/24 di purezza per massa. Per essere più precisi, la caratura del materiale corrisponde a 1/24 per massa dell'oro puro o del platino presenti nel materiale diviso per la massa totale del materiale. Per esempio, l'oro 18 carati è composto d'oro al 75%, l'oro 12 carati al 50%, ecc.

Questo calcedonio traslucido rosso-arancione è usato in gioielleria sin dall’era neolitica. A quell’epoca la cornalina veniva spesso lavorata a forma di perle. Pare che il suo nome derivi dal frutto del corniolo, la cui polpa ha lo stesso colore. La cornalina era molto apprezzata nell’antico Egitto, dove il suo color rosso sangue ne faceva un simbolo di vita: la si ritrova, per esempio, sul pettorale del faraone Tutankhamon. In Persia si pensava che proteggesse dal malocchio e difendesse l’organismo dal veleno dei serpenti e dalle punture di insetti.Ai tempi dell’antica Roma veniva lavorata a intaglio. Durezza: 6,5. Gemma dei nati sotto il segno dell’Ariete, del Toro e dello Scorpione. India, Yemen, Brasile, Uruguay.
Crisoberillo traslucido di color verde-giallo. Deve il suo nome a un fenomeno ottico provocato dalle sue inclusioni tubolari, quando la pietra è tagliata a cabochon: in questo caso la sua opalescenza azzurrina è accompagnata da un riflesso lineare e mobile che ricorda la pupilla di un gatto.
Gli antichi chiamavano questa pietra cymophane, che significa “somigliante ad un’onda”.
Anche altre pietre tagliate a cabochon possono presentare fenomeni analoghi, ma in questi casi la definizione “occhio di gatto” dev’essere sempre accompagnata dal loro nome specifico: tormalina occhio di gatto, quarzo occhio di gatto, ecc.
Ossido di berillio e di alluminio. Durezza: 8,5. È la gemma dei nati sotto il segno del Capricorno. Brasile, Sri Lanka.
Il nome deriva da Calcedonia, antica città della Bitinia (Asia Minore).
È una pietra composta da un’aggregazione di cristalli microscopici di quarzo, il cui colore – quando la pietra è pura – varia dal grigio al giallo pallido al blu.
La presenza di ferro o di nickel spesso fa assumere a questa pietra altri colori e, di conseguenza, altre denominazioni: crisopraso, quando il colore è verde vivo, cornalina se è rosso-arancione, sardonica se è marrone, agata quando presenta venature, onice quando è nera o nera e bianca, diaspro quando le impurità contenute nella pietra la rendono opaca e le conferiscono tonalità variamente sfumate.
Il calcedonio è dunque una delle famiglie più vaste del mondo minerale.
Rinomato sin dai tempi antichi, la sua porosità permette di poterlo tingere facilmente.
La maggior parte dei calcedoni oggi in commercio è rappresentata da pietre tinte che prendono il nome di agata blu, agata verde, ecc.
Naturale o tinto che sia, il calcedonio è sempre stato apprezzato dalla glittica e impiegato spesso per realizzare cammei. Con l’avvento dell’Art nouveau il calcedonio ha conosciuto un successo particolare.Durezza: 6,5. Gemma dei nati sotto il segno del Sagittario. Uruguay, Brasile, India, Madagascar, Stati Uniti, Repubblica ceca.
Questo termine definisce in gemmologia un particolare fenomeno luminoso:
quando le fibre o le inclusioni di una pietra tagliata a cabochon sono parallele, si forma una striscia luminosa dai riflessi cangianti che ricorda gli occhi dei felini.
Esiste un certo tipo di crisoberillo che è chiamato “occhio di gatto” proprio a causa di questo particolare fenomeno. Anche altre gemme – la tormalina, i berilli, il quarzo – presentano la stessa particolarità.

Dal greco krysos ("oro") e beryllos ("pietra brillante"). Noto fin dall’antichità, il crisoberillo ha un colore che va dal verde-giallo al giallo-bruno bluastro. Oggi sono molto ricercate due sue varietà rare: l’alessandrite, che è verde alla luce naturale e rossa alla luce artificiale, e il crisoberillo “occhio di gatto”, la cui struttura particolare dà origine ad un effetto cangiante. Alcuni famosi musei custodiscono eccezionali crisoberilli, come per esempio l'Hope (da non confondere col diamante dallo stesso nome), una gemma di 45 carati di colore verde chiaro che si trova al British Museum. Alluminato di berillio. Durezza: 8,5. Sri Lanka, Brasile.

Il citrino è un quarzo cristallino di colore giallo, come indica il suo nome che deriva dal latino citrus, limone. Può variare dal giallo pallido al giallo-arancione.
Il citrino naturale è una pietra rara: se ne ottiene un equivalente riscaldando la sua pietra sorella di colore viola, l’ametista, che è molto più comune.
Reso largamente disponibile grazie a questo trattamento termico, il citrino offre ai gioiellieri la possibilità di lavorare cristalli di grandi dimensioni e privi di difetti. Questa pietra non va confusa con il topazio, un’altra pietra gialla ancor più rara e pregiata perché più splendente. Biossido di silicio. Durezza: 7. Gemma dei nati sotto il segno dei Gemelli, della Bilancia e della Vergine. Simbolo di sensualità. Madagascar, Brasile, Sri Lanka.
La purezza, qualità che è sempre in relazione alla presenza visibile di inclusioni nella gemma, è uno dei criteri di valutazione del diamante. In base alle norme internazionali, la purezza va controllata da uno specialista qualificato che si serve di una lente a dieci ingrandimenti.Compiuto questo esame, si classifica il diamante in base a una scala di purezza, determinata dalle dimensioni, dalla posizione e dal numero delle inclusioni. Nelle pietre preziose colorate non si applicano per la purezza gli stessi criteri e si parla piuttosto di “nitidezza”. Va notato che non esiste quasi nessuna pietra preziosa di colore che sia assolutamente pura. Le inclusioni diffondono la luce e conferiscono talvolta alla pietra un gradevole aspetto vellutato. Le pietre fini, invece, vengono tagliate e commercializzate solo quando sono pure o quasi pure anche se ci sono alcune rare eccezioni, in quanto oggi certi gioiellieri sfruttano gli effetti di un’elevata presenza di inclusioni in gemme abitualmente scelte pure: berilli, tormaline, quarzi, ecc.
Scala di purezza dei diamanti: FL/IF Flawless o Internally Flawless. Puro alla lente. VVS1 VVS2 Minuscola/e (Very Very Small) inclusione/i molto difficilmente visibile/i alla lente. VS1 VS2 Piccolissima/e (Very Small) inclusione/i difficilmente visibile/i alla lente. SI1 SI2 Piccola/e inclusione/i facilmente visibile/i alla lente, invisibile/i a occhio nudo dal lato della corona. P1 Inclusione/i facilmente visibile/i alla lente, difficilmente visibile/i a occhio nudo, vista/e dal lato della corona, che non altera/no la brillantezza. P2 Grande/i e/o numerose inclusioni facilmente visibili a occhio nudo dal lato della corona, che alterano leggermente la brillantezza. P3 Grande/i e/o numerose inclusioni molto facilmente visibili a occhio nudo dal lato della corona, che alterano notevolmente la brillantezza.
Il piano di clivaggio è quello di minor coesione, lungo il quale un minerale può spaccarsi – ossia sfaldarsi – più facilmente.
Spesso si sceglie una pietra per il suo colore. Solo il diamante però possiede una scala di colori riconosciuta a livello internazionale e definita dagli organismi professionali. Occorre distinguere il cosidetto diamante bianco dal diamante incolore o da quello color fantasia. In realtà il diamante bianco è ricco di sfumature, tanto che il suo colore è uno dei quattro parametri (una delle "quattro C”: Colour, Clarity, Cut e Carat) in base ai quali se ne determina il valore. Per definire il colore del diamante si usano pietre di paragone dette “pietre campione” racchiuse in appositi cofanetti. Il paragone con la pietra da valutare si effettua su un cartoncino bianco.

In virtù del suo colore splendente il corallo è uno dei minerali ornamentali più ricercati fin dai tempi preistorici. In Svizzera sono stati ritrovati oggetti ornati di corallo in tombe celtiche che risalgono all’età del ferro. Nella Grecia antica si credeva che fosse il sangue pietrificato di Medusa. Il corallo è la secrezione calcarea di microscopici animali sottomarini (polipi) che formano una specie di guscio o scheletro esterno. Questo scheletro si sviluppa in ramificazioni, che assumono il colore rosso grazie alla presenza di carotene. Il colore può variare dal rosso sangue al rosa, ma esiste anche il corallo bianco, molto ricercato, e così pure il corallo nero cheratinoso, che oggi è proibito raccogliere. Dopo essere stato raccolto (a circa duecento metri di profondità nei mari caldi), il corallo viene lavorato e levigato. A seconda delle dimensioni, si possono realizzare piccole sculture, sferette, spille o piccoli gioielli. Molto spesso Cartier ha usato il corallo, preferibilmente di colore arancione, in particolare per ottenere raffinatissime combinazioni con lo smeraldo o l’onice. Durezza: 3-4. Mar Mediterraneo (Italia, Algeria), Oceano Indiano, Oceano Pacifico (Australia).
Pietra fine oggi molto usata nella gioielleria, ha un colore che va dall’azzurro violaceo al giallo chiaro, a seconda dell’angolo di osservazione. Si chiama così in onore del geologo francese Pierre-Louis Cordier (1777-1861), ma è detta più comunemente iolite (dal greco “pietra viola”). Quando è tagliata presenta una tinta azzurra che l’avvicina molto a certi zaffiri, da cui deriva una terza denominazione oggi proibita, ovvero “zaffiro d’acqua”. Silicato di magnesio e d’alluminio. Durezza: 7-7,5. Simbolo della fiducia e della sicurezza. Sri Lanka, Brasile, Madagascar.

Nome generico di una famiglia di pietre preziose costituite da ossido d’alluminio cristallizzato. Sono corindoni il rubino, lo zaffiro classico e gli zaffiri di colore diverso dal blu. Tra questi ultimi, il più raro è lo zaffiro rosa-arancione dello Sri Lanka, detto padparadscha (“fiore di loto”). Esistono anche zaffiri rosa, malva, gialli, verdi. Durezza: 9. Sri Lanka, Thailandia, Cambogia, Australia, Madagascar.
In gioielleria è la somma delle faccette della parte superiore (quella che circonda la tavola superiore) di una pietra tagliata.
In orologeria è la rotellina con cui si ricarica e si regola l’orologio.
Parte inferiore di una pietra tagliata, sotto la parte che in un diamante è chiamata "cintura" e nelle pietre colorate "spigolo".
Si chiama così la faccetta che si trova sulla punta della culasse, la parte inferiore di un diamante tagliato: è la 58ª faccetta del brillante.

Si taglia una pietra per valorizzarla, per esaltarne il colore, per renderla splendida grazie al gioco delle faccette e all’eliminazione dei difetti. Il taglio è compito dei lapidari o dei diamantaire, artigiani altamente specializzati che utilizzano un martelletto per sfaldare la pietra, la sega per tagliarla e la mola per sfaccettarla. Non si sa esattamente quando è cominciata la pratica del taglio del diamante che, nella sua formanaturale di ottaedro o dodecaedro, poteva essere portato anche grezzo.
Si sa che in Francia nel XII secolo esistevano delle confraternite di lapidari, ma solo durante il Rinascimento il taglio dei diamanti si diffuse in grandi città europee come Anversa, Bruges e Parigi. All’inizio del XVII secolo il cardinale Mazarino incoraggiò i diamantaire francesi a tagliare i diamanti a forma di rosa doppia. Il taglio rosa, noto fin dal 1520, è a forma di cupola, con base piana e un numero variabile di faccette.
Alcuni celebri diamanti, come il Grand Moghol e l’Orlov, sono tagliati a rosa, taglio che oggi è stato praticamente abbandonato perché la brillantezza che ne risulta è modesta. Per tutto il XIX secolo vi sono state delle anticipazioni del moderno taglio rotondo, per esempio il taglio chiamato “doppio brillante”, a 34 faccette, e il "taglio giubileo”, a 88 faccette. È stato un diamantaire di Anversa, Marcel Tolkowsky, a mettere a punto il moderno taglio brillante nel 1919, dopo lunghi studi di fisica e ottica. Questo taglio esalta la pietra in tutto il suo splendore, la sua brillantezza e il suo fuoco. Il taglio brillante prevede 58 faccette perfettamente regolari: 32 formano la corona (la parte superiore), 24 la culasse (la parte inferiore), più la tavola (la faccetta superiore) e l’apice (la faccetta all’estremità inferiore).I diamantaire hanno creato anche dei tagli brillante fantasia: il taglio è dello stesso tipo del classico taglio brillante, ma variano il numero e la forma delle bezel (le faccette a losanga che raccordano la tavola al rondiste), o più sovente il numero e la forma delle faccette della culasse.
Si ottengono così tagli brillante fantasia il cui nome indica in genere la forma: ovale, poire, coussin, navette o cuore. Esiste anche un taglio chiamato “misto”: le faccette della corona e quelle della culasse sono di stile diverso.Nella storia del taglio dei diamanti un nuovo capitolo è stato scritto alla fine degli anni Ottanta quando Gaby Tolkowsky, pronipote di Marcel, crea cinque diversi “tagli fiori”. Questi tagli sfruttano meglio le forme grezze difficili da tagliare, e valorizzano di più i diamanti dal colore tenue. Poiché hanno più faccette, soprattutto intorno alla colette, questi tagli – chiamati Fire Rose, Tournesol, Zinnia, Souci e Dahlia – vengono applicati a diamanti che pesano almeno 0,2 carati. I tagli delle pietre colorate sono estremamente vari. Dipendono in larga misura dal colore che si vuole ottenere e, soprattutto nel caso delle pietre trasparenti, dalle inclusioni che si vogliono eliminare. Talvolta questi tagli sono gli stessi usati per i diamanti. Citiamo tra i più comuni il taglio ovale, il taglio coussin, il taglio poire, il taglio cuore, il taglio briolette. Diamanti e pietre di colore possono avere il taglio smeraldo, rettangolare o quadrato, con angoli smussati e una serie di faccette tagliate a gradini; oppure possono avere il taglio baguette, riservato alle pietre di piccole dimensioni: la forma è quella di un rettangolo lungo e stretto, piatto alla sommità. Louis Cartier cominciò ad adottare il taglio baguette agli inizi del Novecento, molto prima che fosse introdotto dall’Art Déco.
Il taglio delle gemme viene effettuato solo in alcune città considerate centri di taglio rinomati. I diamanti sono tagliati ad Anversa e a Tel Aviv, ma anche a New York (città specializzata nella lavorazione delle pietre di grandi dimensioni) e a Bombay (per le pietre di piccole dimensioni).
Per quanto riguarda le pietre colorate, tutti i paesi che le producono dispongono di propri centri di taglio (Brasile, Madagascar, Vietnam), ma ne esistono anche altri famosi: Bogotá (Colombia) e Jaipur (India) per gli smeraldi, Bangkok (Thailandia) e Sri Lanka per i rubini e gli zaffiri, Idar-Oberstein (Germania) per le pietre fini.
Questo rarissimo granato ferrico, il cui colore varia dal verde cupo al verde vivo, deve il suo nome (derivato dal fiammingo demant, "diamante") alla sua straordinaria brillantezza adamantina: una qualità che gli permetterebbe, se non fosse facilmente scalfibile, di fare concorrenza allo smeraldo.
Di conseguenza il demantoide viene usato soprattutto come pietra di contorno per anelli e spille.
Usato in Russia da Fabergé e apprezzato da Edoardo VII, il demantoide ha conosciuto un grande successo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Cfr. Granato.
Silicato di calcio e di ferro. Durezza: 6,5. Russia, Africa, Corea.
Cartier chiama sauvages quei diamanti nella cui struttura è presente dell'azoto che conferisce alla gemma una tinta tra lo champagne e il cognac. Questa definizione è un marchio depositato di Cartier.
Rarissimo, inalterabile, duro come nessun altro materiale esistente al mondo, il diamante brilla di mille fuochi ed è la più prestigiosa delle pietre preziose. In India lo si venerava già tremila anni fa.
Alessandro Magno lo portò in Grecia, dove prese il nome di adamas, “indomabile”, da cui deriva il termine “diamante”.
Sotto questo leggendario nome si cela una varietà di carbonio che si cristallizza negli strati superficiali della crosta terrestre, tra centocinquanta e duecento chilometri di profondità, sotto forte pressione e ad alta temperatura. Quando si verificano determinate condizioni, i cristalli vengono portati in superficie dal magma che li circonda. Fino agli inizi del XVIII secolo tutti i diamanti provenivano dall’India. In seguito sono stati scoperti dei giacimenti in Brasile e, nel 1866, in Sudafrica. Il diamante è caratterizzato dalla varietà delle sue sfumature, che sono classificate ufficialmente.
Esistono varie categorie di diamanti incolori (dal “bianco eccezionale” al giallognolo, chiamato “cape”) e vari tipi di diamanti color fantasia.
Il valore della pietra dipende dalla somma di quattro fattori, le famose “quattro C”: Colour, Clarity, Cut, Carat, ovvero colore, purezza (spesso definita come “acqua” del diamante), taglio e caratura.
Pietre favolose, e simbolo dell’amore, alcuni diamanti hanno lasciato la loro impronta nella storia.
Il più grande diamante tagliato del mondo è il Golden Jubilée (545,6 carati), di colore bruno-giallo. Scoperto in Sudafrica nel 1986, è stato offerto in dono dieci anni dopo al re Bhumibol di Thailandia per festeggiare il cinquantesimo anniversario del suo regno.
Cartier ha scritto una pagina importante nella storia del diamante grazie alla creazione di straordinari diademi e grandi collier, alla commercializzazione di celebri gemme come il diamante blu “Hope” (44,50 carati) o il diamante taglio poire donato da Richard Burton a Elizabeth Taylor (69,42 carati) e, inoltre, grazie all'introduzione del platino per incastonare i diamanti. Durezza: 10. Gemma dei nati nel mese di aprile. Il suo pianeta è il Sole.Simbolo di amore e di fedeltà.
Sudafrica, Angola, Australia, Brasile, Congo, Mali, Namibia, Russia, India, Venezuela, Zimbabwe.
Si chiamano così due pietre unite mediante incollatura o fusione, così da imitare una pietra naturale.
Le pietre assemblate possono essere naturali, sintetiche o di vetro.
Le doppiette composte di granato-vetro erano consuete fino agli anni Cinquanta per imitare il rubino o lo zaffiro.
Ancora oggi si fabbricano doppiette di ogni genere (possono raggruppare anche tre o quattro elementi).

Pietra verde, diafana e vellutata, appartenente alla famiglia dei berilli.
Lo smeraldo è venerato da più di tremila anni, quando miniere di smeraldi erano sfruttate nel deserto arabico egiziano, tra il Nilo e il Mar Rosso.
Ma gli smeraldi più belli del mondo (come quelli dei maragià indiani, dei sultani ottomani, degli scià di Persia e dell’imperatrice Eugenia) provengono dalle miniere colombiane.
Durante gli anni Venti e Trenta Cartier crea sontuose parure di smeraldi per la sua clientela di maragià, per la moglie del banchiere Morgan, per la Begum o per Barbara Hutton (con gli smeraldi di Maria Pavlovna, consorte del granduca Vladimir).
Nel 1997 Cartier ha celebrato i centocinquant’anni dalla sua fondazione realizzando un’eccezionale collana a forma di serpente, ornata di due smeraldi taglio poire di 205 e 206 carati. Nello smeraldo si trovano spesso inclusioni di ogni tipo che non sono considerate difetti bensì garanzia d’autenticità.
Sono le cosiddette givres (o fenditure). Varie fenditure ed inclusioni formano il “giardino” dello smeraldo. Una pietra color verde intenso e con inclusioni vale più di una pietra pura ma più pallida. Silicato d’alluminio e di berillio. Durezza: 7,5. Gemma dei nati nel mese di maggio.
Il suo pianeta è la Luna. Simbolo di speranza, conforto, fertilità. Colombia, Brasile, Russia, Pakistan, Afghanistan, Zambia, Zimbabwe, Tanzania, Madagascar. Le miniere più famose si trovano in Colombia (Muzo, Chivor, Peña Blanca, Coscuez) e in Brasile (Itabira, Goias).
Nome dato alle facce di una pietra tagliata.
I diamanti color fantasia si definiscono in base all’intensità del loro colore, alla loro tonalità principale e talvolta alle loro sfumature secondarie, tutti elementi decisivi per determinarne il valore.
Ogni colore è frutto di una peculiarità chimica o strutturale. In determinati diamanti vi sono atomi di azoto, dispersi nel cristallo, che provocano, secondo la loro proporzione, diverse colorazioni che vanno dal giallo al marrone (giunchiglia, champagne, cognac).
Il diamante blu contiene tracce di boro.
I diamanti verdi si presume che siano gemme irradiate naturalmente nel sottosuolo.
Quanto ai diamanti rosa, sembrano la conseguenza di un difetto strutturale, una microdislocazione.
Infine, se il diamante contiene un numero più o meno rilevante di inclusioni, il suo colore può variare dal grigio al nero. Tuttavia è raro che i diamanti neri vengano classificati fra i diamanti color fantasia.
I feldspati (nome derivato dall'antico tedesco che significa "minerali dei campi") sono il gruppo più importante di minerali che formano la crosta terrestre. Un gruppo ricco di un gran numero di varietà, distinte per la loro composizione chimica ma unite dalla somiglianza della loro struttura e delle caratteristiche fisiche. I gioiellieri usano i feldspati per i loro colori e la loro iridescenza. I più preziosi sono la labradorite, la pietra di luna, la pietra di sole e l'amazzonite.
Termine francese (l'equivalente italiano è “fenditura") che indica una fessura presente in una pietra cristallina. Se la pietra è in fase di crescita si racchiude sulla fessura, inglobando il materiale che essa contiene.
Questo materiale è spesso un fluido, che forma quindi delle bolle all'interno della pietra. Negli zaffiri provenienti dallo Sri Lanka le finissime givres ricordano il disegno delicato delle ali di farfalla.

I granati costituiscono una delle più grandi famiglie del regno minerale. Contrariamente a un'idea diffusa, le pietre appartenenti alla famiglia dei granati non sono necessariamenterosse.
In realtà sono caratterizzate da una medesima struttura cristallina cubica e da una composizione chimica simile, che tuttavia può variare e assumere qualunque colore, tranne il blu.
Quando si parla di "granato"senza ulteriori precisazioni si tratta di un piropo, una pietra rossa scura che ha la sfumatura del color granata. Le altre pietre della famiglia hanno nomi specifici, oppure si usa il termine granato seguito da un'indicazione di colore.
La maggior parte dei granati è rossa, come l'almandino, color rosso cupo violaceo ma, ad esempio, la rodolite è piuttosto rosa e la preziosissima demantoide è verde smeraldo. L'essonite, detta anche "pietra di cannella", è color arancione scuro, mentre la spessartite è giallo-arancione. Infine la tsavorite, una scoperta recente, è color verde intenso. Silicati d'alluminio, di magnesio, di ferro, di manganese o di calcio. Durezza: 6,5-7,5. Gemme dei nati nel mese di gennaio.
Il loro pianeta è Marte. Simboli di fedeltà, coraggio, energia. India,Vietnam, Afghanistan, Russia, Zambia, Madagascar, Australia, Brasile, Cina, Tanzania.
Si chiama gemma una sostanza minerale oppure organica usata in gioielleria.
Nel caso delle pietre, le gemme si distinguono dagli altri minerali solo in base all'attrattiva estetica e alla loro rarità.
È a causa della rarità che al vertice della gerarchia delle pietre preziose si trovano il diamante, il rubino, lo zaffiro e lo smeraldo.
Ma le gemme non sono sempre e soltanto minerali: rientrano in questa categoria anche sostanze organiche come le perle, l'ambra e il corallo.
Alcune gemme sono usate anche dalla medicina omeopatica: l'apatite, il diopside, l'ematite, la pirite e la tormalina.
Questo termine ha vari significati in gioielleria.
Indica l'unità di peso delle perle naturali, dove un grano equivale a un quarto di carato (0,05 grammi).
In Francia si chiamano grains anche le scagliette di metallo che l'incastonatore solleva nella montatura di un gioiello per inserirvi una pietra. A operazione compiuta le scagliette di metallo vengono ripiegate sulla gemma per fissarla. In questo caso si parla di "incastonatura a grani" o di "incastonatura mille grani". All'inizio del secolo questa tecnica era impiegata da Cartier per incastonare i diamanti nel platino.
Nel 1822 il mineralogista tedesco Friedrich Mohs (1773-1839) definì una scala di durezza delle pietre che viene usata ancora oggi. C'è però un'altra misura di durezza che interessa il lapidario: è la resistenza all'abrasione, che serve all'artigiano per regolare le sue mole. La durezza di una pietra non è in relazione con la sua fragilità, ossia con la sua resistenza agli urti. La "scala di Mohs" è stata definita in base a un esame comparativo della scalfibilità delle pietre. Questa scala, i cui intervalli non sono né uguali né proporzionali, definisce la durezza di un minerale in base alla resistenza che oppone alla rigatura con un oggetto appuntito. Qui di seguito riportiamo alcuni indici di durezza: talco 1, gesso 2, calcite 3, fluorite 4, apatite 5, ortosio 6, quarzo 7, topazio 8, corindone 9, diamante 10.
Questo nome, derivato dal greco, significa "dono del sole". L'eliodoro è una varietà di berillo dal colore limpido che va dal giallo brillante al giallo verdastro. Questo colore è dovuto alla presenza di un ossido d'uranio che rende la pietra leggermente radioattiva. Gli eliodori sono spesso di grandi dimensioni, cosa che permette di montarli come solitari. Silicato d'alluminio e di berillio. Durezza: 7,5. Simbolo di saggezza e di potenza. Madagascar, Afghanistan, Brasile, Ucraina.
Si chiama inclusione sia un corpo estraneo – solido, liquido o gassoso – rimasto incapsulato in una gemma nel momento della sua formazione, sia una "lacuna", un vuoto all'interno della pietra. Si distinguono vari tipi di inclusioni solide: cristalli poliedrici, aghi cristallini (frequenti nei granati e nei quarzi) e fibre cristalline espanse in ciuffi (esempio: gli amfiboli negli smeraldi).
Le inclusioni possono deprezzare una gemma se ne intaccano lo splendore o la rendono fragile, mentre invece la valorizzano quando provocano asterismo o gatteggiamento, quando ornano elegantemente un'agata o disegnano un bel "giardino" in uno smeraldo.
Sono testimonianze della storia della pietra, e permettono, fra l'altro, di distinguere una gemma naturale da una contraffazione sintetica.
Disegno inciso in incavo sulla superficie di una pietra preziosa o di una pietra fine.L’intaglio era usato nei sigilli già in epoche remote.
L’iridescenza è la proprietà che possiedono certi minerali – per esempio l’opale – di diffondere raggi di luce di tutti i colori dell’arcobaleno.

L'avorio, dal latino eboreus, è la secrezione fosfatica che forma le zanne degli elefanti e di altri animali. Fin dal Paleolitico è stata scolpita per creare oggetti decorativi. Gli antichi egizi, i greci, gli etruschi e i romani erano abili scultori d'avorio, così come i giapponesi, i cinesi e gli indiani. La città di Dieppe, in Francia, è stata a lungo un importante centro per la scultura dell'avorio. Oggi gli elefanti sono una specie protetta, di conseguenza, in teoria, tutto l'avorio venduto sul mercato dovrebbe provenire da stock preesistenti. Con l'avorio si creano soprattutto oggetti ornamentali e bracciali. L'avorio è stato usato raramente, ma con risultati notevoli, da Cartier come fonte principale d'ispirazione per una creazione: nel 1919 il gioielliere creò i cosiddetti "bracciali Sudanesi", una serie di bracciali d'ispirazione africana in avorio, decorati con oro smaltato, corallo o con onice e diamanti. Altri esempi di creazioni più classiche sono i preziosi steli portapenne e le impugnature dei tagliacarte, spesso ornate con smalto e realizzate dal gioielliere nei primi anni del secolo. Durezza: tra 2-3. Africa.
Questa parola indica due diversi minerali dall’aspetto molto simile: la giadeite e la nefrite. Sono materiali molto duri il cui colore varia dal bianco latte al verde scuro. La loro denominazione comune deriva dallo spagnolo piedra de la ijada (“pietra dei fianchi”): i conquistadores spagnoli che la scoprirono in America pensavano infatti che potesse alleviare le malattie renali (ciò spiega il nome di “nefrite”).
Usata in Cina già quattromila anni or sono per fabbricare gioielli e accessori preziosi, e poco più tardi, con lo stesso scopo, dalle civiltà dell’America precolombiana, la giada continua a essere levigata e tagliata da scultori e gioiellieri. La giada è la pietra preferita degli imperatori mogol e dei maragià.
Nel XX secolo, con lo stile Art Déco, la giada conosce un grande successo. In quel periodo Cartier realizza autentiche meraviglie sfruttando varie combinazioni di colori.
Un articolo pubblicato in una rivista americana del 1928, descrive così queste creazioni eccezionali: “Le parigine gettano occhiate di desiderio sulle vetrine di Cartier, dove sono esposte le nuove collezioni di bracciali che mescolano giada e lapislazzuli, giada e zaffiri, giada e topazi”.
Ma la tradizione della giada è ancora più antica per Cartier, che già nel 1913 proponeva alla sua clientela gioielli di giada.
Giadeite: doppio silicato di alluminio e di sodio. Nefrite: silicato basico di magnesio e di calcio con ferro ferrico. Durezza: 6-6,5 (nefrite) e 7 (giadeite). Myanmar (ex Birmania), Messico, Nuova Zelanda, Cina.
Si chiama “giardino” l’insieme delle inclusioni e delle fenditure di uno smeraldo.

Il diaspro è un quarzo microcristallizzato, reso opaco e colorato grazie alla presenza d’ossido di ferro o di argilla.
I suoi colori sono svariati: numerosi diaspri sono multicolori, ornati di motivi diversi, ragione per cui è consuetudine citare, quando si parla di un diaspro, il suo aspetto o la sua provenienza.
Si parla così di diaspro fiorito, striato, zebrato, agata, d’Egitto, ecc. Uno dei più apprezzati è l’eliotropio, dal colore verde con macchie rosse d’ossido di ferro che sembrano gocce di sangue:
soprannominato “diaspro sanguigno” o “pietra dei martiri”, è stato spesso usato dalla glittica cristiana. Molto diffuso, il diaspro è stato utilizzato a scopo ornamentale (gioielli, amuleti, oggetti decorativi) sin dalla preistoria e da tutte le civiltà.Durezza: 6,5-7. Gemma dei nati sotto il segno dell’Ariete. Russia, India, Sicilia, Stati Uniti, Africa.
Per evitare confusione con l’unità di peso delle pietre preziose, il carato, si è impiegata la parola tedesca karat – sigla K – per indicare anche il titolo dell’oro: 1/24. L’oro puro è oro 24K. Il termine deriva dal greco keration, antica unità monetaria che equivaleva a un terzo di un obolo e a un diciottesimo di una dracma. L’oro 18K può essere di vari colori, che si ottengono variando la lega dell’oro: • oro giallo: oro 75%, argento 12,5%, rame 12,5%; • oro rosso: oro 75%, rame 25%; • oro rosa: oro 75%, rame 21%, argento 4%; • oro verde: oro 75%, argento 25%; • oro grigio-blu e oro blu: contiene una lega a base di ferro; • oro viola: si ottiene aggiungendo argento, rame e alluminio alla lega precedente; • oro bianco: in gioielleria è costituito dal 75% d’oro e da una lega di palladio, rame, argento e iridio. In orologeria è costituito dal 75% d’oro e da una lega di palladio, rame e zinco. L’esatta composizione della lega che compone l’oro bianco di Cartier rappresenta un segreto gelosamente custodito. I titoli legali dell’oro furono definiti in Francia il 19 brumaio dell’anno VI (9 novembre 1797) come segue: 920/1000 (22K), 840/1000 (20K) e 750/1000 (18K).L’oro puro 24K (1000/1000) scende a 22K se gli si aggiungono 2/24 di un altro metallo, e così via. Il metallo aggiunto (di solito argento o rame) serve a indurire l’oro puro, troppo malleabile.
Questa pietra di colore rosa lilla o violetto è stata individuata e introdotta in gioielleria dal mineralogista statunitense George F. Kunz, che le ha dato il nome.
La kunzite ha purtroppo l’inconveniente di sfaldarsi facilmente quando la si taglia. Cartier l’ha impiegata nel 1991 nelle spille della sua collezione intitolata Route des Indes.Silicato di alluminio e di litio. Durezza: 7. Madagascar, Brasile.
La struttura di questa pietra dal colore normalmente grigio-azzurro è costituita da minuscole lamelle parallele che provocano magnifici effetti d’iridescenza, simili alle ali di certe farfalle. Il taglio cabochon valorizza questa caratteristica della gemma, liberando colori che variano a seconda dell’origine della pietra. Cartier ha impiegato una varietà grigio-blu di labradorite per creare alcune delle sue “pendole misteriose”.
Silicato di calcio e di sodio appartenente alla famiglia dei feldspati.Durezza: 6-6,5. Canada, Finlandia, Norvegia.

Questa pietra opaca, che secondo l’etimologia latino-persiana è una “pietra blu”, è tra le più antiche usate nel mondo: a Mehrgarh, sulle pendici delle montagne del Belucistan (Pakistan), si sono trovate perle di lapislazzuli che risalgono al VII millennio a.C. Il colore blu del lapislazzuli, che varia a seconda della sua componente principale, la lazurite, ed è spesso attraversato da schegge dorate di pirite, non ha mai smesso di attrarre uomini e donne. Dai giacimenti dell’Afghanistan e dell’Iran questa pietra, che Marco Polo definì “il più bell’azzurro del mondo”, ha percorso nei millenni le “strade del lapislazzuli” che portavano in Egitto, a Roma, in Cina e in Europa. Ovunque la pietra veniva trasformata in oggetti preziosi e in gioielli, ma anche in pigmento, che in Europa è chiamato “blu oltremare”.
Cartier ha usato molto il lapislazzuli che concorre a creare una delle sue combinazioni di colori preferite: il verde e il blu. Nelle creazioni d’ispirazione egiziana Louis Cartier accosta spesso il lapislazzuli alla turchese, mentre lo affianca al corallo nelle sue creazioni dette “cinesi”.Roccia a base di lazurite (alluminosilicato di sodio e di calcio, ricco di zolfo).
Durezza: 5,5-6. Il suo pianeta è Giove. Afghanistan, Cile, Iran.
La brillantezza di una pietra è prodotta dalla luce riflessa dalla pietra stessa. La sua intensità dipende quindi dall’indice di rifrazione della pietra, oltre che dalla qualità della sua levigatura.
L’eccesso di inclusioni può alterare la brillantezza di una pietra. Il diamante è la gemma che presenta il massimo di brillantezza, ma anche altre gemme possiedono un forte indice di rifrazione, come il granato demantoide e lo zircone. La brillantezza dipende dalla natura della pietra e può essere definita in vari modi: vetrosa, resinosa, cerea, madreperlacea o setosa.
Assortimento di piccoli diamanti tagliati, di vario calibro.
Pietra verde maculata e di durezza relativa, il cui nome deriva probabilmente dal greco malaché ("la pianta della malva") o malakos ("molle"). Quando è tagliata, presenta strati concentrici alternativamente chiari e scuri. Usata sin dall’antichità in Asia Minore e in Egitto, è molto apprezzata dai gioiellieri. Funge anche da talismano e, ridotta in polvere, può essere un ombretto per gli occhi, un rimedio contro la nausea e un pigmento verde per i pittori.Carbonato basico di rame idrato. Durezza: 3,5-4. Cipro, Russia, Congo.

Taglio ovale di una pietra preziosa, appuntita alle due estremità. Nelle pietre colorate o nelle pietre fini questo tipo di taglio è detto anche navette, con riferimento all’utensile usato dai tessitori. Il termine marquise è usato soprattutto in riferimento ai diamanti.

Questa pietra è il più prezioso dei feldspati. È di color bianco latte traslucido: il suo aspetto argentato o madreperlaceo è detto “adularescenza” dal nome del massiccio alpino, l’Adula, in cui la gemma è stata scoperta. Il suo pallore azzurrino e i suoi riflessi lunari, esaltati dal taglio cabochon, sono stati apprezzati specialmente dall’Art Nouveau. Stando a una leggenda, i gradini del tempio della Luna di Anura-dhapura (Sri Lanka, XII secolo) di cui si possono ancora vedere le rovine, erano ornati da mosaici in pietra di luna.Doppio silicato d’alluminio e di potassio. Durezza: 6. Gemma dei nati nel mese di giugno. Simbolo dell’amore. Sri Lanka, Myanmar (ex Birmania), Madagascar, Stati Uniti (Hawaii).
Questo berillo rosa (color fiore di pesco) con sfumature di carminio, era la pietra preferita del celebre banchiere americano John Pierpont Morgan, appassionato di gemme e importante cliente e amico di Louis e di Pierre Cartier. Per questo il mineralogista Kunz la battezzò morganite. La sua colorazione è dovuta all’ossido di litio e alla presenza di alcune tracce di un raro metallo alcalino: il cesio.Durezza: 7,5. Madagascar, Brasile, Stati Uniti, Mozambico, Afghanistan.
Cfr. Marquise

Originaria della Cina, la nefrite è, come la giadeite, una delle pietre chiamate “giada”, ma è più diffusa e meno dura della giadeite. Silicato basico di calcio e di magnesio. Durezza: 6-6,5.
Sbrecciatura leggera che si verifica sulla superficie di una pietra tagliata, soprattutto sugli spigoli.

L’onice è un calcedonio nero oppure a strati alternati neri e bianchi, leggermente traslucido.
Deriva da quest’ultima caratteristica il suo nome, che proviene dal greco onix, "unghia". La maggior parte dell’onice oggi in commercio è opaca, perché tinta di nero: un procedimento utilizzato già nell’antichità. L’onice è sempre stata una delle pietre predilette da Cartier.
Fin dal 1910 la Casa parigina ha usato questa pietra per far risaltare, per contrasto, la purezza del cristallo di rocca o lo splendore del diamante, ma anche i colori vivi del corallo, dello smeraldo o della turchese.
Spesso i gioielli combinavano questi tre elementi cromatici – nero, brillante e colore – in composizioni estremamente raffinate. L’accostamento onice-diamante si adattava egregiamente a elegantissimi gioielli da sera, ma anche ai gioielli da lutto che si portavano nei primi anni del Novecento.
La celebre maculatura a pantera di Cartier, risalente al 1914, è un pavé di diamanti disseminato di onice. Da allora questo motivo animalier ha continuato a essere riproposto su orologi, gioielli, nécessaire e decorazioni di borsette da sera.
Durezza: 6,5. Brasile, Argentina, Uruguay, Madagascar, Messico, Stati Uniti.

Esistono vari tipi di questa pietra, capace di offrire stupendi giochi di riflessi iridescenti. Questo fenomeno è causato dalla sovrapposizione regolare di minuscole sfere di silicio che diffrangono la luce.Le opali usate in gioielleria sono l’“opale nobile”, bianca con punti luminosi variopinti, l’“opale di fuoco” che, come dice il nome, ha un fondo rosso e manda riflessi color rosso-arancione e infine la rarissima opale nera, molto scura, detta “arlecchino” che emette bagliori multicolori. L’uso dell’opale risale agli albori della storia, a giudicare dall’etimologia della parola che discende dal sanscrito upala, "pietra preziosa". Le civiltà antiche e quella araba le attribuivano la capacità di proteggere: è stata quindi largamente usata per fare amuleti, talismani e gioielli. Nella Francia dell’Ottocento si credeva invece che portasse sfortuna. L’opale è ritornata in voga durante il periodo dell’Art Nouveau. Nel 1903 Louis Cartier crea per la famosa cantante Nellie Melba un meraviglioso ciondolo di opale a forma di cuore.Diossido di silicio. Durezza: 5,5-6,5. Gemma dei nati nel mese di ottobre. Australia, Messico, Brasile, Stati Uniti.
Riflesso lattiginoso dovuto alla diffusione uniforme della luce in tutte le direzioni. Come indica il suo nome, questo fenomeno è tipico dell’opale comune. Possono essere opalescenti anche certi quarzi e zaffiri.
Materiale che contiene – allo stato puro o in combinazione con altri – una o più sostanze chimiche presenti in proporzioni tali da isolarle industrialmente.
Aggettivo che definisce una sostanza proveniente da organismi viventi.In gioielleria si usano alcune gemme organiche: la perla, il corallo, l’avorio, la tartaruga.
Si chiama “oriente” il riflesso iridescente delle perle perché ricorda la luce del sole che sorge. L’intensità dell’oriente è uno dei criteri di valutazione delle perle.
Termine usato per indicare le gemme opache come la malachite, il lapislazzuli, ecc.
Pietra di colore verde-giallo, detta anche “olivina” quando assume il color oliva, il peridoto fu introdotto in Europa dai cavalieri che tornavano dalle crociate. Il peridoto ammaliava già l’Oriente da quasi tremila anni e veniva estratto dalle miniere di Zabarjad, una piccola isola del Mar Rosso di difficilissimo accesso: per questo era chiamato dai marinai topazion, nome greco che significa "cercare" e che ha conservato per parecchi secoli. Il peridoto è legato al diamante in quanto è uno dei componenti della kimberlite, la roccia magmatica che trasporta il diamante in superficie: si deve a questa roccia il suo colore verde-giallo. Era la pietra preferita di Edoardo VII d’Inghilterra e, sin dagli inizi del XX secolo, è una pietra che riscuote un grande successo.
Silicato di magnesio ferroso. Durezza: 6,5-7. Gemma dei nati nel mese d’agosto. Il suo pianeta è Saturno. Simbolo di salute e di protezione.Myanmar (ex Birmania), Stati Uniti, Australia.
Questo nome di origine cingalese (letteralmente “colore del fiore di loto al tramonto”) distingue il più raro fra gli zaffiri non-blu: il padparadscha è infatti di colore rosa arancione.Durezza: 9. Il suo pianeta è Venere. Sri Lanka.
Si chiama così, dal greco para ("fianco") e genesis ("nascita"), l’insieme dei minerali che accompagnano un altro minerale nello stesso ambiente. La paragenesi di una gemma, ossia i minerali che la circondano, può interferire con la sua crescita. Crescendo, il minerale può anche inglobare elementi della sua paragenesi, che formano così delle inclusioni.
Termine francese che indica un’incastonatura molto fitta in cui le pietre sono a stretto contatto, così da ricoprire l’intera superficie del gioiello.
Parte inferiore di una pietra tagliata, sotto la parte che in un diamante è chiamata "cintura" e nelle pietre colorate "spigolo".

Le perle erano già note in tempi antichissimi in Cina, in Egitto, in Grecia, in Persia e a Roma. Sono almeno duemilacinquecento anni che vengono usate come ornamento: la più antica collana di perle oggi nota (formata da tre fili di settantadue perle) risale al VI secolo a.C. ed è stata scoperta in una tomba principesca di epoca achemenide. La mitologia e le antiche leggende associano spesso le perle alle lacrime. In Giappone erano considerate lacrime di una principessa innamorata raggelate e cadute in mare. Per i greci erano lacrime di Venere, per i romani erano lacrime solidificate degli angeli, nel mondo islamico erano le lacrime versate da Adamo ed Eva sul loro peccato. Ecco perché le perle simboleggiano da sempre l’amore e la purezza. Oggi occorre distinguere le perle naturali dalle perle coltivate.Ogni perla è una concrezione più o meno sferica di sottili strati di madreperla, prodotti da una secrezione del guscio di ostriche perlifere marine o di mitili d’acqua dolce. Nelle perle naturali questa secrezione si verifica spontaneamente, come reazione del mollusco all’aggressione di un piccolo verme parassita.
Nel XIX secolo la rarità delle perle naturali spinge i produttori ad applicare alla perla un’antichissima tecnica usata per stimolare artificialmente la secrezione di madreperla: il procedimento consiste nell’introdurre nel guscio del mollusco un corpo estraneo – nel caso della perla è un piccolo frammento di madreperla – allo scopo di provocarne la reazione. I primi esperimenti vengono effettuati in Cina e in Giappone, ma le prime vere perle coltivate appaiono in Australia nel 1900. Le perle coltivate giapponesi sono lanciate sul mercato nel 1920 in un momento favorevole: a quell’epoca infatti le perle avevano raggiunto un prezzo esorbitante.
Tre anni prima Cartier aveva acquistato la propria sede a New York, nella Fifth Avenue, in cambio di una collana a due fili di perle! Dal 1950 le perle coltivate provenienti dal Giappone o da altre località – specialmente da Tahiti, famosa per le sue perle nere – hanno soppiantato quasi completamente le perle naturali. La qualità – e dunque il prezzo – di una perla è stimata in base ai seguenti criteri: l’intensità dell’“oriente”, ossia del riflesso iridescente che scaturisce dal contatto fra la luce e gli strati di madreperla; la bellezza del colore; la regolarità della forma – sferica, poire o a bottone; la regolarità dello strato esterno (la cosidetta “pelle”); le dimensioni e il peso, misurato in “grani” (ogni grano è pari a 0,05 grammi) per le perle naturali, e in carati per le perle coltivate.Durezza: 3.
In Francia – l’unico paese in cui si distinguono le “pietre fini” dalle “pietre preziose” - si chiamano “fini” le pietre naturali, opache o trasparenti che siano.
Le pietre opache sono dette “ornamentali” quando sono impiegate per creare oggetti decorativi.

Questo termine indica ogni gemma di valore caratterizzata da rarità, bellezza e durata nel tempo (e quindi nobiltà), tre qualità che la rendono adatta a essere usata in gioielleria. Si tratta in genere di gemme trasparenti o traslucide.
In Francia il Decreto del 29 novembre 1968 limita l’impiego del termine “prezioso” a quattro sole pietre: diamante, rubino, zaffiro e smeraldo. Le altre gemme sono dette “pietre fini”.
Il piropo è il più noto dei granati. È rosso come la brace incandescente: il suo nome deriva dal tardo greco pyropos, “fiammeggiante”.Nei tempi antichi faceva parte di un gruppo indistinto di pietre rosse denominate carbunculus, “carbone ardente”.
Il piropo è un minerale tipico delle rocce kimberliti e, come il peridoto, consente ai prospettori di individuare la presenza di diamanti.Silicato d’alluminio e di magnesio. Durezza: 7-7,5. Russia, Stati Uniti, Australia, Brasile, Tanzania.

I quarzi (dal tedesco quarz) formano una grande famiglia di minerali i cui cristalli sono costituiti esclusivamente di silicio, materiale assai diffuso nella crosta terrestre. Quando è completamente incolore, il quarzo viene chiamato "cristallo di rocca". Ma di norma presenta varie tinte, da cui derivano le sue diverse denominazioni: il citrino è giallo, l’ametista viola, il prasio verde, mentre negli altri casi si parla semplicemente di “quarzo rosa” o “quarzo fumé”. Tutte queste pietre possono contenere inclusioni che danno loro un certo carattere, piuttosto apprezzato.
È il caso per esempio del quarzo “capelli di Venere”, ricco di aghi che ricordano una chioma, del quarzo “frecce d’amore”, che contiene aghi di tormalina nera o del quarzo iride, che contiene delle fenditure iridescenti. A volte l’abbondanza delle inclusioni rende il quarzo quasi opaco: è il caso del diaspro e del quarzo rosa. Quest’ultimo è stato usato spesso da Cartier come base per oggetti decorativi o per piccole sculture di animali.
Le inclusioni possono poi provocare determinati effetti ottici, come le pagliuzze argentate dell’avventurina o i sottili aghetti gialli del quarzo “occhio di tigre”. Tra le varietà traslucide di quarzo ci sono i calcedoni, il più prezioso dei quali è il crisopraso, dal colore verde vivo a causa della presenza di nickel.
Ossido di silicio. Durezza: 7. Gemma dei nati sotto il segno del Toro, del Leone, della Bilancia e del Sagittario. Il quarzo rosa è simbolo di tenerezza, il quarzo rutilo di passione. Tra le varietà rare, il crisopraso si trova in Australia, Brasile, Stati Uniti e il quarzo con aghi di tormalina in Brasile, come il quarzo rosa.
Deviazione di un raggio luminoso nel passaggio da un ambiente a un altro, per esempio, dall’aria all’interno di una pietra preziosa.Alcune sostanze – chiamate birifrangenti o anisotrope – possiedono la proprietà di sdoppiare il raggio luminoso che le attraversa.

La rifrangenza è la proprietà di rifrangere – ossia di far deviare – la luce. Tra tutte le pietre preziose, il diamante è quella che possiede la più forte rifrangenza (si dice anche il più alto “indice di rifrazione”). Più alto è questo indice, più lungo è il tempo che il raggio luminoso impiega per uscire dalla gemma, maggiore è lo splendore.
La rodolite (dal greco rhodon, "rosa", e lithos, "pietra") è un granato il cui nome deriva dalla sfumatura rosa che lo contraddistingue. Questa sfumatura, che può incupirsi fino a diventare violacea, nasce da un equilibrio particolare tra il ferro e il magnesio.Silicato d’alluminio, di magnesio e di ferro. Durezza: 7,5. Zimbabwe, Tanzania, Sri Lanka.

Questo quarzo trasparente era apprezzato da tutte le civiltà antiche e ha continuato a ispirare la creazione di gioielli.
Il termine deriva dal greco “krystallos” (ghiaccio) per la somiglianza con la forma assunta dall’acqua ghiacciata. In Occidente fu in gran voga nei secoli XVI-XVII, come dimostra il numero rilevante di coppe, acquamanili, navicelle e cofanetti presenti nei musei europei. Successivamente il cristallo di rocca tornò di moda con l’avvento dello stile Art Déco, che prediligeva la purezza.
Cartier ne è stato il poeta: ha creato bracciali e spille con motivi ad anello o rettangolo in cui il cristallo di rocca è spesso accostato all’onice per ottenere un elegante contrasto, oppure al diamante per esaltarne lo splendore.
Nel 1932 Gloria Swanson acquista da Cartier due straordinari bracciali morbidi ed estensibili, formati da diverse decine di semicerchi di cristallo di rocca ornati di diamanti incastonati nel platino. Infine, nelle leggendarie “pendole misteriose” di Cartier il quadrante è spesso scolpito nel cristallo di rocca. Cfr. Quarzo.
Ossido di silicio. Durezza: 7. Gemma dei nati sotto il segno del Leone.
Simbolo di eternità. Stati Uniti, Brasile, Francia.
Termine che indica un minerale o un cristallo allo stato naturale (prima del taglio e della levigatura).
È il diamante così come lo si trova in natura, prima di essere tagliato. Anche se la cristallizzazione naturale del diamante appartiene al sistema cubico (la cui forma elementare è un cubo), è estremamente raro che il diamante si presenti sotto questa forma.

Questa eccezionale pietra preziosa, che viene subito dopo il diamante per rarità e durezza, è un corindone che deve il suo colore rosso (da cui il nome, derivato dal latino rubeus, "rosso") al cromo che contiene. In India le parole sanscrite ratnaraj, “regina delle pietre preziose”, e ratnayaka, “prima tra le pietre preziose”, esprimono in maniera emblematica la venerazione che circonda questa pietra. I principi indiani collezionavano i rubini più preziosi.
Il trono d’oro massiccio del maragià di Hyderabad, Nizam al-Mulk, era ornato di un centinaio di rubini dai 100 ai 200 carati di peso ciascuno! Da quindici secoli i rubini più preziosi provengono dalla valle di Mogok, nell'ex Birmania, immortalata da Joseph Kessel in "La valle dei rubini".
Solo alcuni rubini possiedono la sfumatura color “sangue di piccione” che è la più ricercata. Oggi queste pietre sono rarissime, a causa di un’estrazione non controllata.
Il più grosso rubino del mondo di qualità gemma, del peso di circa 250 carati, adorna la corona di San Venceslao, conservata nella cattedrale di San Vito a Praga.
Il rubino, che sembra prendere fuoco alla luce delle candele, è simbolo di passione, vittoria, carità e amore.
Ossido d’alluminio. Durezza: 9. Il suo pianeta è Marte. Myanmar (ex Birmania), Thailandia, Cambogia, Sri Lanka, Madagascar, Kenya, Tanzania, Afghanistan.
Il rutilo è un cristallo giallo oro, o rosso, presente sotto forma di inclusioni in certe gemme che formano sottili aghi o fibre. Lo si trova nel corindone, nel granato e nel quarzo, dove provoca spesso quel fenomeno ottico chiamato asterismo. Ossido di titanio cristallizzato. Durezza: 6-6,5.

Lo zaffiro, che come il rubino appartiene alla famiglia dei corindoni, è una pietra preziosa rara che, grazie al suo colore blu, è da sempre associata alla simbologia sacra del cielo.
L’origine del suo nome è sanscrita (sauritatna) e gli uomini lo venerano da millenni.
In Grecia, dove lo zaffiro era portato dai preti per dimostrare il loro legame con il cielo, era chiamato anche hyakinthos, “iris blu”. All’inizio del XIII secolo, una bolla papale di Innocenzo III raccomandò ai prelati di portare uno zaffiro alla mano destra come simbolo della luce divina che essi trasmettevano con le loro benedizioni. L’intensità del colore blu degli zaffiri varia a seconda della quantità di ossido di titanio contenuta nelle pietre.
Tra gli zaffiri più belli ci sono quelli del Cachemire, di un blu vivo vellutato, quelli della Birmania, di un blu profondo con un tocco di indaco e quelli dello Sri Lanka (paese da cui provengono i due terzi degli zaffiri in circolazione), che variano dal blu fiordaliso al blu cielo con un tocco di malva.
Cartier ha scritto un capitolo importante nella storia dello zaffiro grazie ai suoi clienti più fedeli.
Il gioielliere parigino crea nel 1949 la leggendaria spilla "motivo pantera": uno zaffiro cachemire cabochon di 152,35 carati sul quale figura una pantera tempestata di diamanti e maculata da centosei zaffiri. Due anni dopo, per la duchessa di Windsor, Cartier monta uno zaffiro di 206,82 carati su un pendente.
Lo zaffiro rivela tutta la sua bellezza alla luce del giorno e si adombra alla luce elettrica. È considerato un talismano per chi viaggia.
Ossido d’alluminio. Durezza: 9. Gemma dei nati nel mese di settembre. Il suo pianeta è Giove. Simbolo della serenità. Myanmar (ex Birmania), Sri Lanka, Cambogia, Tailandia, Madagascar, Tanzania, Stati Uniti, Australia, India, Brasile.

Fin dall’antichità si è usato come elemento ornamentale il guscio della tartaruga marina, oggi specie protetta: per questo gli oggetti di vera tartaruga, un tempo molto diffusi, sono diventati molto rari.
Il tipo di tartaruga più ricercato ha un guscio traslucido, giallo o marrone marmorizzato.
In gioielleria spesso è arricchito di pietre preziose.
A partire dal 1922 Cartier produce pettini di tartaruga ornati di perle e diamanti. Nel 1937 crea per Barbara Hutton un sontuoso pettine di tartaruga bionda, impreziosito da diamanti taglio baguette e accompagnato dalla sua custodia di tartaruga.Durezza: 2,5.
Si chiama così un velo iridescente, più o meno denso, incluso in un corindone: è dovuto a sottili aghi di rutilo che si incrociano con un angolo di 60°.
Gli spinelli formano un gruppo di pietre trasparenti di vari colori: rosso peonia o ciliegia, giallo, verde, blu.
Il più ricercato è quello rosso ciliegia, che somiglia al rubino, col quale veniva confuso fino alla metà del XIX secolo: a quell’epoca in Francia lo spinello era chiamato rubino “balai” (da Balash, presunto giacimento situato in Afghanistan), come citano alcuni versi scritti dal poeta Olivier de Magny (1529-1561) all’amante Louise Labé.
La maggior parte dei grandi “rubini storici” sono in realtà degli spinelli: sia quello del “Principe nero” che orna la corona britannica e pesa 170 carati, sia quello della corona di Caterina II di Russia, del peso di 414,30 carati (oggi conservato al Museo delle armature di Mosca), sia infine il “Côte de Bretagne” di 105 carati, scolpito a forma di drago, che faceva parte della dote della duchessa Anna (oggi custodito al Museo del Louvre).
Alluminato di magnesio. Durezza: 8. Il suo pianeta è Saturno. Madagascar, Sri Lanka, Pakistan, Myanmar (ex Birmania), Thailandia, Afghanistan.
Larga faccetta (generalmente piana) circondata dalle faccette della corona: l’insieme forma la parte superiore di una pietra tagliata.È attraverso la tavola che lo sguardo penetra all’interno della pietra.
La tanzanite è una varietà di zoisite trasparente, di colore blu intenso con sfumature rosa. Alla luce artificiale assume una tinta malva e ricorda il colore di certi zaffiri.La tanzanite è stata scoperta nel 1967 in Tanzania, l’unico paese in cui ancor oggi è possibile trovarla. Durezza: 6,5.

Un tempo tutte le pietre gialle erano chiamate topazio (parola che sembra derivare dalla contrazione dei termini greci topos e azos, traducibile come “luogo senza alberi”, allusione all’isola di Zabarjad, situata nel Mar Rosso). Di qui l’idea assai diffusa che i topazi fossero necessariamente gialli, mentre in realtà esistono topazi di tutti i colori. Il topazio più prezioso è quello rosa, benché siano molto apprezzati anche i topazi verdi e quelli blu. Il più famoso, il “Braganza” (1.680 carati) che adorna la corona portoghese, è quasi incolore (un giallo chiarissimo) e per lungo tempo è stato ritenuto un diamante. Dagli anni Venti in poi Cartier crea gioielli con topazi. Negli anni Trenta la Maison parigina crea magnifiche parure (collier, orecchini, bracciale e spilla) di topazi chiari e scuri, nonché diademi, tiare e collier di topazi e diamanti. Si dice che il topazio sia un rimedio sovrano contro la malinconia, che arrechi saggezza e mantenga sulla retta via della virtù.Fluosilicato d’alluminio. Durezza: 8. Gemma dei nati nel mese di novembre.
Il suo pianeta è Mercurio. Simbolo di saggezza. Brasile, Stati Uniti, Myanmar (ex Birmania), Russia, Sri Lanka.

La tormalina è stata introdotta in Europa agli inizi del XVIII secolo dagli olandesi, che l’avevano scoperta nello Sri Lanka. I singalesi la chiamavano toramalli, parola che designava anche alcuni zirconi. In Olanda era detta aschentrekker, “attira-cenere”, perché una volta riscaldata possiede una proprietà ben nota ai marinai fumatori di pipa:diventa magnetica e attira la cenere e la polvere, permettendo così di pulire agevolmente i fornelli. Nessun’altra gemma offre una gamma di colori così ricca(sono pochissime le tormaline monocolori). Nella maggior parte dei casi presenta bellissime gradazioni di colore, o strati colorati concentrici. È questo il caso di una famosa tormalina chiamata “cocomero”, che presenta un cuore rosa circondato da un anello verde. Ma la tormalina più ricercata è quella rossa, detta perciò rubellite. Gustavo di Svezia donò a Caterina II di Russia una rubellite di 250 carati che oggi è custodita a Mosca nel Fondo diamanti. La tormalina più rara, l’indicolite, è di colore blu anatra, mentre la più diffusa è verde. Pietra delle Muse, secondo varie leggende, la tormalina porta l’ispirazione agli artisti.Borosilicato d’alluminio. Durezza: 7-7,5. Gemma dei nati nel mese d’ottobre. Simbolo di creatività e di ispirazione. Afghanistan, Brasile, Stati Uniti, Madagascar, Russia, Sri Lanka.

Ciò che resta oggi delle antiche miniere di turchesi, situate nel deserto del Sinai, è la testimonianza di quanto sia antico (4000 anni a.C.)l’uso di questa bella pietra blu.
Essa serviva allora per realizzare parure (collane e anelli) o talismani, a forma di scarabeo o con incise formule rituali. Ridotta in polvere, veniva impiegata anche come ombretto per gli occhi. Fin dai tempi antichi il suo colore intenso – che va dal blu cielo al blu-verde, secondo la quantità di ferro e di rame che contiene – è apprezzato in tutto il mondo.
Dai giacimenti iraniani della regione di Nich-apur, che da quindici secoli producono le più belle gemme, la turchese veniva esportata in Europa, in India e in Arabia. Il nome turchese deriva da Turchia, paese di transito di questa pietra.
Parallelamente a quelli dell’Iran, altri giacimenti erano sfruttati in Tibet, Cina, Messico e nell’America settentrionale. La turchese è stata apprezzata in modo particolare dall’Europa romantica del XIX secolo e, successivamente, negli anni dell’Art Nouveau.
L’Art Déco ha usato largamente la turchese “matrix”, attraversata da venature brune (limonite) o nere (diaspro). Cartier ha utilizzato la turchese per creare sapienti accostamenti di colore. Nel primo Novecento essa compare in gioielli di stile egizio (insieme al lapislazzuli, per giocare sulle diverse tonalità di blu).
Poi, negli anni Venti, figura nelle creazioni stile Art Déco: qui il gioielliere esalta una delle sue combinazioni cromatiche preferite, il blu accostato al verde, attraverso l’adozione della turchese e dello smalto blu, della giada e del lapislazzuli.Fosfato idrato d’alluminio, rame e ferro. Durezza: 5,5-6. Gemma dei nati nel mese di dicembre. Il suo pianeta è Mercurio. Brasile, Cile, Cina, Iran, Messico, Perù, Tibet.
È un tipo di inclusione che ricorda, appunto, la forma di un'ala di farfalla e che si trova in certi zaffiri, specialmente in quelli provenienti da Ceylon (Sri Lanka).